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Carlopoli
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mwgaCarlopoli (mwgqGarrùapui in mwggcalabresecite-ref-3[3]) è un mwhwcomune italiano di mwia1 300 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Catanzaro in mwjgCalabria.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Geografia fisica
Carlopoli sorge al centro di un ideale triangolo i cui vertici sono rappresentati da tre antichi paesi di diversa origine che nel tempo ne influenzarono la storia:mwkgTiriolo, esistente già in età protostorica, mwkwScigliano, di origine romana, e mwlaTaverna, l'antica Trischene. Tale posizione privilegiata, anche grazie alla limitrofa presenza dell'mwlqabbazia di Santa Maria di Corazzo, rappresentò uno dei percorsi di transito più frequentati soprattutto nel Medioevo.
Storia
Nel febbraio del 1625 alcuni uomini di una famiglia provenienti da Panettieri e da altri antichi casali di Scigliano presentarono al conte Carlo Cicala, proprietario del feudo di Tiriolo, una richiesta formale di fondare in quelle terre un nuovo casale, che avrebbero chiamato, in onore dello stesso conte Cicala, Carlopoli: (Città di Carlo). Carlo Cicala approvò tali richieste e permise la fondazione feudale di Carlopoli per tomola 45 di germano da pagare ogni mese di agosto. Circa cinque anni dopo l'infeudamento di Carlopoli, Carlo Cicala ebbe il privilegio di fregiarsi del titolo di Principe. Le attività economiche del XVII secolo a Carlopoli furono gestite da pochissime famiglie: i Montoro e i Guzzo, giunte da Tiriolo, e poi i Talarico, i Pingitore, i Brutto e i Nicotera. A testimonianza di quel tempo rimangono ancora a Carlopoli le vestigia di antichi palazzi signorili. Carlopoli divenne Comune nel 1832, con Ferdinando II di Borbone. Il 29 settembre del 1867 l'amministrazione provinciale di Catanzaro richiese ai comuni di Carlopoli e Castagna deliberazioni circa la loro effettiva volontà di aggregarsi. Il consiglio comunale di Carlopoli deliberò all'unanimità di aderire. A ciò seguì il 21 marzo 1869 il regio decreto n. 4981 che soppresse il comune di Castagna.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 13 novembre 2002.cite-ref-4[4]
«Di oro, alla effigie della Beata Vergine Maria, in maestà, movente dalla punta, il viso alquanto volto a sinistra, il viso, il collo, le mani
di carnagione
, capelluta di nero, il capo coperto dal grande e lungo manto di azzurro avvolgente le spalle e i fianchi, vestita con la tunica di verde; la Vergine tenente unito a Sé con la mano destra il Divin Figlio, con la mano sinistra tenente i di Lui piedi, il figlio di carnagione, capelluto di nero, posto a destra, con il viso alquanto volto a destra, il fianco destro coperto dal panno di argento, con il braccio destro proteso sotto il collo della Madre, con il braccio sinistro celato dietro il di Lei collo, la effigie caricata a destra in punta dal
cuore
di rosso, infiammato dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Diversi ritrovamenti archeologici avvenuti nel secolo scorso in tutto il territorio compreso tra Scigliano e Tiriolo dimostrano che queste terre furono interessate da insediamenti umani in età protostoriche, se non addirittura preistoriche. Il più recente di tali ritrovamenti riguarda proprio il territorio del comune di Carlopoli: in località Terzo della Castagna sono stati rinvenuti nel corso del 2005 reperti risalenti all'età eneolitica e tracce consistenti di manufatti anche di epoche successive: mwpgbruzie, romane e medioevali, a testimonianza di un mwpwcontinuum abitativo da non sottovalutare. Nel territorio di Carlopoli si trovano i resti dell'antica mwqaabbazia di Santa Maria di Corazzo.
L'abbazia
Sorge su una vasta area della valle del fiume Corace. Costruita nel corso dell'XI secolo dai monaci benedettini, il secolo seguente seguì la riforma cistercense di mwraBernardo di Chiaravalle. I Cistercensi, di cultura franchigena, svilupparono al massimo l'economia dell'abbazia. I frati cistercensi coltivarono le feconde terre intorno, allevarono greggi, impiantarono "fabbriche" e fecero di Corazzo una "Città di Dio" autosufficiente grazie al loro lavoro e alla loro ingegnosità. Dal 1177 al 1187 fu abate mwrqGioacchino da Fiore, nel periodo più intenso del suo estro esegetico e spirituale; infatti fu proprio tra le mura di Corazzo che dettò gran parte delle sue opere maggiori a tre alacri amanuensi. Gioacchino da Fiore nacque presumibilmente tra il 1130 e il 1135 a Celico. Da Corazzo viaggiò moltissimo, sia per motivi legati all'amministrazione del monastero che per esigenze spirituali.
Società
Evoluzione demografica
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwwwmwxamwxqBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwxgdemo.istat.it, mwxwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwywmwzamwzqClassificazione sismica (mwzgmwzwXLS), su mwaarischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-44. ↑ mwdgmwdwmweaCarlopoli, su mweqArchivio Centrale dello Stato. mwegURL consultato il 23 novembre 2023.
cite-note-55. ↑ Dati tratti da: mwfgmwfwmwgamwgqmwggPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwgwmwhaPDF), su mwhqebiblio.istat.it, mwhgISTAT. mwhwmwiamwiqmwigPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwiwesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Carlopoli
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.carlopoli.cz.it.
• mwnqSito ufficiale della Comunità Montana dei Monti Reventino Tiriolo Mancuso, su comontreventino.cz.it.